L'Europa non è finita: i mercati finanziari lo sanno.
L'Europa non è finita: i mercati finanziari lo sanno.
Persiste il luogo comune intorno al tema del declino europeo. In genere si pensa che in America si innova, si cresce, si sviluppano a pieno ritmo nuove tecnologie e intelligenza artificiale e, ancora, si contano sempre più aziende da bilanci miliardari. Dall’altra parte, invece si pensa che in Europa si fanno i regolamenti, ci sono sempre scioperi e si discute senza fine su chi, come e dove possano essere denominati taluni prodotti tipici (p. es. il parmigiano, …).
Ma i numeri, in realtà, danno evidenze diverse.
PIL nominale e potere d'acquisto: la misura che cambia tutto
Quando si parla di PIL nominale, per esempio, si riportano dati che evidenziano che, mentre nel 2008 le due economie erano sostanzialmente equivalenti, nel 2024 gli Stati Uniti hanno prodotto circa 29.000 miliardi di dollari di PIL nominale contro i 19.000 dell'Unione Europea.
Citando tale dato, tuttavia, va ricordato che
Il PIL nominale in dollari è collegato anche al tasso di cambio
E proprio da ciò deriva l’indebolimento dell'euro negli ultimi quindici anni.
In realtà, dunque, se ci si concentra sul potere reale d'acquisto, si riscontra che il PIL pro capite europeo sale da circa 43.000 a circa 62.000 dollari. Il gap resta, ma scende dal 50% a circa il 25% .
Siamo poveri o lavoriamo meno? La questione delle ore lavorative
C'è un altro dato di cui, in genere, non si tiene conto.
Il PIL pro capite non misura solo la produttività, ma anche quante ore si lavora
Di fatto, solo un quinto del divario tra Europa e Stati Uniti – sottolinea il premio Nobel Paul Krugman – si spiega con una produttività oraria diversificata: in America si lavora più ore che in Europa.
Tale evidenza è spiegabile in due modi opposti: potrebbe essere frutto di una scelta culturale (più ferie, più tempo libero, più protezione sociale) oppure, più realisticamente, come il riflesso di un mercato del lavoro meno dinamico, dove la disoccupazione strutturalmente è più alta, la partecipazione femminile rimane inferiore e i giovani entrano molto tardi nel mondo del lavoro.
Le cause del problema: crescita piatta e gap tecnologico
In Europa, certo, va ammesso che i problemi non mancano.
- La crescita, alla prova dei numeri, appare sempre più vicina allo zero in molte delle principali economie del continente. Quando gli esperti della BCE dichiarano di attendersi per il 2026 una crescita economica pari in media allo 0,9%, ciò significa che rimane pochissimo margine per gestire qualsiasi shock esterno (p.es.: dazi, crisi energetica, rallentamento globale, …). Assottigliandosi contestualmente il margine fiscale il debito si fa sempre più pesante, anche in ragione delle nuove spese per difesa, energia e welfare, sempre più costoso, che rendono il quadro ancor più complesso.
- Sul fronte tecnologico, il divario è strutturale:
Solo il 3% circa dei brevetti legati all'intelligenza artificiale viene dall'area euro, e ogni anno l’Europa trasferisce circa 250 miliardi in royalties
a favore di detentori esteri di brevetti, in larga parte americani. Non abbiamo prodotto gli equivalenti europei di Apple, Nvidia o Google e questa assenza si sente in termini di produttività, salari e capacità di attrarre talenti. Investire-certificati.
Cambiare trend: è possibile
Le soluzioni ci sono, e in parte sono già disponibili.
Una Capital Markets Union funzionante permetterebbe di convogliare il risparmio privato europeo verso le imprese che ne hanno bisogno
Il risparmio privato europeo, infatti, abbondante ma spesso è mal allocato, non dovrebbe essere lasciato fermo sui conti correnti o sui titoli di Stato nazionali.
Aiuterebbe molto una integrazione energetica più profonda
Ciò consentirebbe di sfruttare il solare mediterraneo e l'eolico nordico in modo coordinato, riducendo la dipendenza dall'estero.
Inoltre, un’adozione più massiva dell’Intelligenza Artificiale favorirebbe con efficacia
particolarmente nei settori tradizionali manifattura, sanità, pubblica amministrazione, servizi, potrebbe generare guadagni di produttività rilevanti, una crescita diffusa senza dover reinventare nulla.
[1] Cfr.: https://www.lombardreport.com/2026/5/31/obiettivo-reddito-142/
[1] Cfr.: European Central Bank | https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.mp260319~30577397…