ORO & C. Impazzano sui mercati e nei portafogli
ORO & C. Impazzano sui mercati e nei portafogli
Negli ultimi due anni, le materie prime, considerate prima solo un fattore di diversificazione speculativo, sono diventate un asset imprescindibile in ogni Portafoglio.
Nel 2004 è stato quotato il primo ETC sull’Oro, l’ETF SPDR Gold Share, è quindi diventato facile investire nel metallo giallo, senza per forza acquistare oro fisico o Future sull’oro.
Ad oggi si trovano ETF/ETC sui metalli preziosi e materie prime, con scambi giornalieri a mercato continuo.
Ma perché Oro, Argento e Platino hanno registrato questi incrementi straordinari? Vediamolo insieme nello specifico, analizzando alcune delle cause.
Non c’è una causa specifica, ma dinamiche globali che si intrecciano, alcune più evidenti di altre.
ORO: POTENZA, RICCHEZZA E GARANZIA

Il Bull market dell’oro è alimentato da un intreccio di fattori macro, politici e tecnici, che si rafforzano a vicenda. Il metallo giallo è tornato il bene rifugio, spiazzando un dollaro Usa debole e un Treasury con minore fiducia degli investitori.
Nell’ottobre del 2015 l’oro aveva una quotazione di 1.141,40 $/oncia = 36,70 $/grammo = 32,26 €/grammo (cambio Eur/Usd 1,1373).
Al 20 ottobre 2025 l’oro quotava 4.270,00 $/oncia = 137,28 $/grammo = 117,75 €/grammo.
È evidente, come dimostra il grafico, che l’impennata più alta c’è stata negli ultimi mesi.
Come comprare oro? 
Il metodo più semplice è acquistare quote di un Etc che replica il prezzo dell’oro a pronti in dollari Usa, come il WisdomTree Phisical Gold.
Chi compra l’oro?
Gli Stati Uniti sono il maggior detentore di proprie riserve auree, seguiti da Germania, Fondo Monetario Internazionale, Italia, Russia, Cina, Francia e Svizzera.
L’oro è utilizzato per il 44% nella gioielleria, il 23% è acquistato dalle Banche centrali per creare una riserva di valore, il 7% è utilizzato dall’industria della tecnologia e dell’elettronica e il 26% è richiesto per l’investimento.
Perché valutare di comprare oro?
Il prezioso ha una componente di riserva, ma anche speculativa, non produce utili e dividendi e la quotazione è determinata da una domanda sempre crescente, ma da diversi settori con scopi differenti. Se le tensioni geopolitiche allentassero potrebbe esserci una diminuzione di richiesta e quindi una discesa del prezzo dell’oro. Oltre al fascino che esercita per l’investimento e per la gioielleria, l’oro costituisce il bene rifugio di ultima istanza e attribuisce un vantaggio geostrategico alle nazioni che lo detengono in grande quantità.
L’oro non è più una semplice commodity di riserva.
ARGENTO: PREZIOSO, NON SOLO PER L’INDUSTRIA
Chi cerca l’argento?
L’argento è essenzialmente un metallo industriale prima ancora che un prezioso, infatti il 49% della domanda proviene dall’industria, il 26% per la produzione di lingotti e monete, il 23% per gioiellerie e argenteria.
Il mercato è dominato dalla domanda industriale dell’Asia, Cina in primis, degli Stati Uniti e dell’Europa.
Quale è il prezzo dell’argento?
La volatilità del prezzo è più alta rispetto all’oro, e il prezzo è determinato dalla domanda industriale in crescita, legata alla componentistica nel settore automotive (sensori, centraline di controllo, sistemi di ausilio alla guida) e alla produzione di pannelli fotovoltaici.
Il prezzo dell’argento al 20 ottobre 2025 è di 50,70 $/Oncia = 1,63 $/grammo = 1,40 €/grammo
Chi produce l’argento?
Il Messico è il maggior produttore mondiale di argento, poi ci sono la Cina e il Perù.
Tra le società dell’industria mineraria c’è anche Svizzera Glencore che produce e commercializza oltre sessanta materie prime nel mondo.
PLATINO: ESSENZIALE NELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Quale è il ruolo del platino?
Nella transizione energetica avrà un ruolo sempre più importante la trasformazione di idrogeno in energia, che servirà per la produzione di automobili ma anche di mezzi pesanti.
Questo scambio elettrochimico è favorito dalla presenza di metalli preziosi, e il principale è il platino, e in misura minore l’iridio e il rutenio.
I metalli del gruppo del platino, che sono palladio, rutenio, rodio, iridio e osmio, continueranno ad essere degli elementi fondamentali per abbattere le emissioni dei motori a combustibile fossile, ma sarà il platino ad avere il ruolo in primo piano nelle applicazioni legate alla transizione ecologica.
Le implicazioni legate ai metalli preziosi sono molteplici e si intrecciano a definire gli assetti geopolitici, economici, finanziari ed ecologici.
Chi produce il platino, e perché?
Il Sudafrica produce il 73% della quota mondiale del metallo, In Nord America l’11% e lo Zimbabwe il 9% , la Russia il 5%.
Il platino viene impiegato nella gioielleria e nell’investimento per il 28%, nei catalizzatori per il 40% e nell’industria per il 32%
La grande battaglia sulle risorse di base e sui metalli critici per la sfida tecnologica e la transizione energetica sarà nel continente africano con Russia e Cina in prima fila.
Perché il platino è prezioso per la finanza?
Il platino e suoi derivati hanno un ruolo importante nella costruzione dei portafogli finanziari perché sono beni preziosi per la produzione di componenti di cui non possiamo più fare a meno, perché li usiamo nella quotidianità, e sono preziosi perché hanno un ruolo primario nella transizione verso un’economia più sostenibile.
Fonte dei grafici:
www.investing.com
www.justetf.com
Fonte dei dati:
Paolo Gila, Maurizio Mazziero, Le mappe del tesoro. Geopolitica delle materie prime: la vera sfida strategica del XXI secolo, Hoepli, 2024